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Inizia così a Milano il viaggio di un sacchetto della spazzatura. Quella comune, per intenderci. Quella depositata nel cestino nero.
Il suo viaggio verso ciò che diverrà, ossia energia, inizia prestissimo la mattina. Prima che il traffico ingorghi le strade, passano i mezzi dell’Amsa a raccoglierlo. Viene trasportato fino a Figino, nordovest della periferia milanese, al termovalorizzatore Silla 2. Il camion passa il controllo peso e radioattività. Poi sale e scarica il nostro in questa fossa. Dai cosiddetti bunker, viene preso e depositato dentro imbuti. Qui si attua una selezione tra umido e secco. L’umido finisce subito il suo processo, trasformato in terriccio. Il secco, ad alto contenuto energetico, prosegue per altri imbuti che alimentano le linee di combustione. Passa attraverso questo nastro che ha una calamita per attirare frazioni di metallo e non solo.
Michele Saracino -Direttore Valorizzazione Raccolta AMSA
“Si prosegue per la linea di combustione. Il calore sviluppato è ceduto all’acqua che diventa vapore. Parte di questo fa girare delle turbine che producono energia elettrica. Altra parte del vapore è spillato, va alla centrale di scambio e cede di nuovo calore all’acqua che, via tubi, va ad alimentare i termosifoni di 6mila appartamenti nel quartiere Gallaratese. Così, dando calore alle case, finisce il viaggio del nostro sacchetto”.
Sergio Galimberti -Presidente Amsa
“A Milano, ogni cittadino produce una media di 550 chili di rifiuti l’anno. In totale se ne raccolgono 760mila tonnellate, 2.000 ogni giorno. Oltre 300mila di differenziata. Di questa, il 28% è organico, 20% vetro, circa l’8% materiale leggero tra cui plastica e alluminio. Ma è sulla carta, 30%, che Milano va forte, seconda in Europa solo a Vienna”.
In tutta la Lombardia si smaltiscono ogni anno 5 milioni di tonnellate di rifiuti solidi urbani. La raccolta differenziata è intorno al 40%, con punte di 60/70% in alcuni comuni,contro una media nazionale pari al 25%. I termovalorizzatori sono utilizzati per il 35% contro il 12% italiano. In sostanza, funziona un impianto ogni provincia.
Sergio Galimberti -Presidente Amsa
“Di A2A fa parte anche Ecodeco, che ha ottenuto un appalto per lo smaltimento dei rifiuti di tutto l’est di Londra. Poi commesse anche in Spagna e Scozia”.
La regione dispone anche di discariche, come le due nel bresciano, una a Mantova, a Cremona, una tra Varese e Como, utilizzate al 24%, contro una media nazionale del 63%. Sui rifiuti speciali, per il settore privato il mercato è libero.Ci sono anche ex discariche. Come quella di “Bosco Sella” nel bresciano, oggi riconvertita a parco didattico.
Silvio Parzanini – Pres. Circolo Legambiente Franciacorta
“Nessuna discarica a Milano. E’ emersa però la necessità di averne una per i rifiuti provenienti dai comuni dell’hinterland”.
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